A.N.P.S.
Sezione di Udine


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Sezione di Udine
Gruppo Motociclisti
A… Manete”


Ministero dell’Interno
Dipartimento di P.S.
Ufficio Relazioni Esterne
DOPPIAVELA

"LA LAMA CHE UCCIDE"

CONVEGNO NAZIONALE SULLA SICUREZZA STRADALE

Ogni qualvolta si legge un articolo relativo ad un sinistro stradale in cui è coinvolto un motociclista è nella mentalità comune pensare: “Chissà a che velocità andava!”

I motociclisti possono talvolta eccedere nella velocità ma non riteniamo giusto che debbano pagare così a caro prezzo il loro errore.

E’ dimostrato che l’inadeguatezza delle infrastrutture può causare danni gravissimi anche se l'impatto avviene alla velocità di 40 km/orari.

In pista, se il pilota cade a 280-300 Km/h si rialza senza alcuna grave lesione. Perché?

Perché sulle piste esistono le vie di fuga. La via di fuga permette al pilota non solo di salvare la propria vita ma di limitare notevolmente i danni fisici derivati dalla caduta.

 Le nostre strade sono disseminate di ostacoli fissi (guard rail affilati come rasoi, segnaletiche inutili, spigoli vivi di marciapiedi, cuspidi agli incroci, lampioni in mezzo al piano viabile, alberi) che, a un attento esame, potrebbero essere posizionati in altro luogo lasciando così aperta la via di fuga.

Sono caratterizzate anche da scarsa manutenzione, da asfalti non drenanti che diventano viscidi alla prima pioggia, da tombini non livellati al manto stradale, da illuminazione carente, da limitata visibilità agli incroci, fattori che possono far diventare la strada a rischio d’incidente.

Statisticamente, i fattori di rischio per un sinistro stradale sono da attribuirsi per circa il 70% ai comportamenti sbagliati e per il 30% alle infrastrutture (una minima percentuale a guasti meccanici). Se però si analizzano i fattori di rischio, il 70% delle lesioni sono causate dall’impatto contro le infrastrutture e solamente per il 30% sono causate da comportamenti irresponsabili.

Nell’adempimento del nostro lavoro quotidiano sulle strade della nostra Regione e della nostra Provincia, assistiamo a moltissimi incidenti che si sarebbero potuti evitare se le strade fossero state costruite prevedendo l’errore umano.

Da queste riflessioni è nata l’idea di organizzare un convegno sulla sicurezza stradale dal titolo: “La lama che uccide. E’ possibile rendere sicure le nostre strade?”

L’appuntamento è per domenica 29 giugno, alle ore 10, al Teatro Ristori di Cividale del Friuli (Ud). Interverranno rappresentanti di istituzioni, ricercatori universitari, medici, sociologi, giornalisti e associazioni di cittadini che collaborano con gli enti pubblici.

Da questo convegno ci aspettiamo che le Amministrazioni delegate alla progettazione e gestione delle strade incomincino a valutare attentamente uno standard di sicurezza accettabile per tutti gli utenti della strada, prendendo ad esempio da quei Paesi europei che hanno investito milioni di euro per realizzare infrastrutture sicure.  

Relatori del convegno:

Moderatrice dott. Giovanna Guiso, giornalista.

Paolo di Domenico, pilota e assistente capo della Polizia di Stato

Dott. Giordano Biserni - presidente Associazione Sostenitori Amici Polizia Stradale (ASAPS)

Dott. Marco Guidarini, medico traumatologo e presidente dell’Associazione Motociclisti Incolumi (AMI)

Prof. Giulio Dondi, direttore dell’ufficio D.I.S.T.A.R.T., Facoltà di Ingegneria, Università di Bologna

Dott. Riccardo Matesic, giornalista “Due Ruote” esperto in sicurezza stradale

Ing. Luigi Cicinnati, progettista Cincinnati Engineering di Padova

Prof. Claudio Melchior, docente di sociologia della comunicazione, Dipartimento di Economia, Società e Territorio, Università di Udine.

Prof. Paolo Pascolo, ricercatore Dipartimento di Ingegneria Civile, Università di Udine

 



 

 

 

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